Animali da (sotto)palcoscenico

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E mi accorgo solo ora che su ValcuviaExpress non esiste ancora la categoria “teatro”. Ok, sto scrivendo molto meno rispetto a Splinder (da rimediare, avendo anche una bellissima tastiera per ipad da usare quando sono milanese), ma nemmeno una piccola recensione è grave!!!
Amo molto andare a teatro. Il fascino delle luci che si spengono, il sipario che si apre e un piccolo mondo che inizia ad animarsi, ad esistere ogni volta come se fosse la prima e ti fa scoprire un segreto, dal vivo gli attori sembrano sussurrarlo in un orecchio proprio a te, anche se è la centesima replica in un teatro sgangherato. A Milano ne ho girati parecchi (credo che la palma del più infrattato vada al teatro della Cooperativa, non a caso in Bicocca) e tutti grazie all’Invito a Teatro del Comune e alla mia amica S. che me l’ha fatto scoprire: con 76 euri si compra un carnet che contiene le proposte di 18 teatri milanesi, se ne possono scegliere 8 e se hai già usato la scheda di quel teatro hai comunque uno sconto su eventuali spettacoli successivi. Formula interessantissima e molto utile soprattutti per studenti / giovani che non hanno quei 20/30 euro da spendere per un biglietto a teatro (il costo rimane sempre uno dei limiti maggiori secondo me).

Per ora della stagione 2013/2014 ho visto 5 spettacoli su 8 (diciamo che finora me ne sono piaciuti 3 su 5):

“Alice Underground” al Teatro Elfo Puccini  di Ferdinando Bruni e Francesco Frongia
Versione fantasiosissima di Alice nel Paese delle meraviglie. Su un magnifico fondale, fatto di scenari onirici disegnati ad acquarello e animati dai due autori dello spettacolo, si muovono le vicende raccontate da Lewis Carroll: solo quattro attori per tutti gli stralunati personaggi del libro. E il fondale non è più fondale: Alice e i suoi amici saltano fuori da ogni improbabile pertugio e ci interagiscono, con divertente e infantile ironia. Ma una punta di inquietudine resta, per lo spettatore non più bambino che si lascia trascinare in questo mondo delirante…
Alice in Wonderland
“Sei personaggi in cerca d’autore” al Teatro Carcano di Giulio Bosetti
Sul palcoscenico – scarno, quasi nudo – ci sono sei attori vestiti di bianco, guidati dal loro regista: provano una commedia. Normale amministrazione, fino all’irrompere dei sei personaggi, inquietanti figure nerovestite che cercano di portare in scena la loro tragedia familiare… un classico, versione aderente al testo e mi è piaciuta molto (soprattutto la passionale e incazzata Figliastra).

“La cantatrice calva” al Teatro della Cooperativa di Eugène Ionesco
Si parte da un interno borghese, inglese, con coniugi molto inglesi in attesa di ricevere una visita di cortesia anche questa assai inglese… per poi degenerare in situazioni improponibili, identità e relazioni che forse non sono davvero quello che sembrano, in un gioco dell’assurdo coronato nel finale da botte e risposte nonsense. Esilarante, comico e divertentissimo.

“I giorni fragili di Adamo ed Eva” di e con Alberto Astorri e Paola Tintinelli
Che dire. Teatro sperimentale, Adamo ed Eva come metafora della vita coppia in un giardino dell’anima. Io non ho capito nulla dei criptici dialoghi tra i due…

“Coltelli nelle galline” al Teatro Litta di David Harrower
Letto alla Camus, secondo cui “il primo passo che si deve fare per mettere un po’ di ordine nel mondo è imparare a nominare bene le cose”, questo spettacolo ha un suo perché. La storia di una coppia di allevatori che vivono una vita primitiva ma – guarda un po’ – la moglie inizia a porsi delle domande sulla vita, fino all’incontro con l’ambiguo mugnaio Gilbert, a partire dal quale la donna inizierà un percorso di crescita e di auto-consapevolezza basato proprio sulla scrittura… Che dire. Io l’ho capito poco, e i dialoghi molto “rarefatti” ancor meno. Bisogna dire che era anche molto lento, e che ho visto diverse persone dormire in sala 🙂

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Categorie: milano, teatro | Tag: , , , , , , , | 1 commento

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Un pensiero su “Animali da (sotto)palcoscenico

  1. Sei personaggi in cerca d’autore se non erro li avevamo visti anche ai tempi delle recensioni teatrali! Era anche bello e minimal… Di questi ovviamente quello che mi incuriosiva a prima vista era alice, che tra l’altro sembra anche anche esser stato reso bene (wow! mica facile), me lo dovrai raccontare meglio dal vivo. Però lo ammetti, coltelli nelle galline, a livello di titolo, è geniale!!! 😛

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