creatività

Quartiere S. Luigi – Interno Notte

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(photo by Davide Gasparinetti)

Ascoltare una canzone d’amore anni ’50 è una passeggiata in un cimitero di campagna dimenticato: una rassicurante malinconia auto-distruttiva. C’è l’emozione, la gioia, la trepidante paura dei sentimenti delicati che si credono unici, subito smentiti dal pragmatismo del tempo.

In affitto anche con le illusioni, ad Antigone poco interessavano le dietrologie razionaliste: era bello e basta. Starsene in un luogo chiusissimo, quasi ermetico, due murales da parete – uno ancora in sogno – la luce rossastra della lampada di Amélie, con un maiale in vestaglia a righe che avrebbe anche potuto esser triste se non fosse stato così surreale. Dicono che a Milano quella zona fosse stata particolarmente presa di mira durante i bombardamenti, e palazzi sventrati sembrassero urlare di rabbia all’eleganza del corso. Oggi a far rumore c’erano solo macchine, ristoranti eleganti, tavolini d’aperitivo e, in sordina, i retaggi del quartiere: chiesa, sagrato, panetteria, persino una carto-tipografia storica sopravvissuta a tutto il Novecento ed oltre, che ancora vende con orgoglio i suoi pennini a qualche dodicenne brufoloso.

Sul tavolino all’ingresso occhieggia una Lonely Planet. Una sola scritta sul costone arancione (della copertina nulla si è più saputo): Atlantide.

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26/12/2016

non importa. sarebbe stato bello, fossero state cose vere, solo per poterle guardare nel loro esistere

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Intra-Terrestrial Communication

World Press Photo 2014 Non la capivo. Vista di sfuggita pensavo ad accendini, concerti sulla spiaggia, richiami alieni. Invece la realtà è molto più cruda e molto meno “romantica”: la World Press Photo 2014 ritrae degli emigrati africani che, sulle coste del Gibuti, cercano il segnale dalla vicina Somalia, per poter contattare i propri cari. Ci saranno riusciti?

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Next Stop: the Fools Parade

– Quando il capolinea non è la fine del viaggio, ma l’inizio di una nuova consapevolezza –

Un tram urbano in corsa tra i graffiti di una periferia post-industrial. Ed ogni fermata è un mondo surreale che si dichiude, tra strani personaggi, simboli esoterici e presenze inquietanti. Per Margherita sarà impossibile tornare ad essere quella di prima, dopo le rivelazioni di quest’incredibile parata di folli…

Libera rivisitazione underground de “Il Maestro e Margherita” di Michail Afanas’evič Bulgakov, ideato da Kansch e Sfabix sotto l’ispirazione di un intrigante scoiattolo panzone – Henry David Thoreau – sulla cima del s. Martino, un pomeriggio estivo del 2010…

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